/* Satoshi, servito da noi (2026-08-23).
   ─────────────────────────────────────────────────────────────────────────

   Prima arrivava da `api.fontshare.com`, ed era **l'unico flusso che toccava
   ogni utente a ogni pagina senza che potesse scegliere**: un terzo vedeva
   l'indirizzo IP di ogni dipendente di ogni cliente, a ogni apertura. Undici
   pagine, un `<link>` per ciascuna.

   Contraddiceva anche una regola che il progetto ha già: DevExtreme,
   DevExpress, Leaflet e Ace sono self-hosted apposta — «nessun CDN non già
   presente».

   ── La licenza lo dice per esteso ──────────────────────────────────────────

   ITF Free Font License 2.0, § 01: «You may self-host the Font Software on
   your own servers or infrastructure for use on your own websites and
   applications, including through standard webfont technologies such as CSS
   @font-face. Self-hosting by end users is permitted and recommended for
   greater control, reliability and performance. **Use of the Fontshare API is
   optional and is not required for web use.**»

   Il testo integrale è accanto, in `FFL.txt`, e va tenuto: la licenza si
   ridistribuisce col font.

   ── Perché SOLO woff2, e perché i file non si toccano ─────────────────────

   Solo `woff2`: ogni browser che regge DevExtreme 26.1 lo supporta (Chrome 36,
   Firefox 39, Safari 10, Edge 14). Portarsi dietro `woff` e `ttf` vorrebbe dire
   un ripiego per browser che l'applicazione già non serve — tre file in più che
   nessuno scarica.

   E i file sono **esattamente quelli consegnati da Fontshare**, rinominati e
   basta: la licenza vieta di modificarli, e nomina per esteso il *subsetting* e
   la *conversione di formato* (§ 02). Sono gli stessi byte che i browser
   scaricavano ieri dal CDN — cambia da dove, non cosa.

   ── Il ripiego resta dichiarato ───────────────────────────────────────────

   `--font: 'Satoshi', Inter, sans-serif` in planner.css: se questi tre file
   sparissero, le pagine resterebbero leggibili. Il carattere è una scelta di
   aspetto, non un prerequisito. */

@font-face {
  font-family: 'Satoshi';
  src: url('satoshi-400.woff2') format('woff2');
  font-weight: 400;
  font-style: normal;
  /* `swap`: il testo si vede subito col carattere di sistema e poi cambia,
     invece di restare invisibile mentre il font arriva. È quel che faceva
     anche il CSS di Fontshare. */
  font-display: swap;
}

@font-face {
  font-family: 'Satoshi';
  src: url('satoshi-500.woff2') format('woff2');
  font-weight: 500;
  font-style: normal;
  font-display: swap;
}

@font-face {
  font-family: 'Satoshi';
  src: url('satoshi-700.woff2') format('woff2');
  font-weight: 700;
  font-style: normal;
  font-display: swap;
}
